Internet: siamo tutti schedati. E se non lo siamo, lo saremo presto!

Dopo lo scandalo Facebook – Cambridge Analytica negli Stati Uniti in queste ore si sta parlando di un nuovo caso. Chris Vickery, direttore della californiana Cyber Risk Research, ha scovato su un cloud non protetto di Amazon (e libero per il download da parte di tutti) 12 terabyte di dati riferiti a 48 milioni di schede di persone reali, lasciato per puro caso da Localblox.

Localblox, azienda di Washington che si occupa di fornire servizi di ricerca di dati personali e aziendali, ha scritto vari programmi per raccogliere informazioni sulle persone dai vari siti web accorpandole dove trovava una coincidenza. Da Facebook a Twitter, passando per eBay, per i siti di annunci immobiliari, scansionando forum e gruppi di discussione Localblox ha costruito una carta d’identità fatta da foto, informazioni, preferenze e gusti con un livello di dettaglio impressionante. Reddito stimato, informazioni sulla casa, sulla salute, dati personali e tanto altro ancora. Basta dare un’occhiata a questo esempio per capire di cosa stiamo parlando.

Ed è solo la punta dell’iceberg, perché Localblox ha confermato di essere in possesso di oltre 650 milioni di profili, di 180 milioni di profili mobile e pure di un elenco di aventi diritto al voto composto da 180 milioni di cittadini.

Ma tutto ciò è legale?

Il processo tramite cui si estraggono o si collezionano dati descritto in precedenza si chiama web scraping (raschiatura dei dati su web). Di solito i programmi simulano la navigazione umana e raccolgono le informazioni, spesso pubbliche.

Quindi si, è tutto legale e come dice Rami Essaid, CEO di Distil Networks:

” Se i tuoi contenuti possono essere visualizzati sul Web, possono essere ‘raschiati’

Sono centinaia le aziende che stanno raccogliendo le nostre informazioni e allo stato attuale il web è una sorta di far west, non ci sono leggi e principi etici e se c’è qualche tipo di regolamentazione è raggirabile in svariati modi diversi legali.

Una cosa è certa: disinstallare Facebook o utilizzare antivirus non serve a niente, o scegliamo di essere completamente disconnessi da tutto oppure, se vogliamo usare il World Wide Web, dobbiamo accettare di essere “spiati”. Non ci sono vie di mezzo, almeno per ora.

A presto!

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